Giornalino Cascina delle Grazie - 31/5/2026
Buonasera
Voi conoscete senz'altro la storia di Slow Food e del suo fondatore Carlo Petrini da Brà.
Forse non sapete da dove è partito Carlin per cambiare il mondo.. da Bra, dal circolo ArciGola.
Già dagli anni settanta e i primi anni ottanta esistevano alcuni temerari amanti
del buon cibo e della cultura conviviale delle piccole comunità ancora presenti nelle cosiddette "zone interne".
Carlin era uno di questi, ne era l'anima, l'ispiratore, e si capiva subito che non si sarebbe trattato solo di fornelli e pentole,
ma di una vera rivoluzione culturale: mentre il mondo cominciava a correre (ora vediamo dove!) Un gruppo di anarchici seminava Slow.. Lentezza.
Noi piccoli produttori fiaccati e derisi dall'agricoltura industriale efficiente e "moderna" vedevamo in Lui una speranza.
Se siamo qui ora, se non ci hanno ancora eliminati, è grazie a Lui e al suo movimento.
Carlo ha dovuto lottare anche contro la sua parte politica, che vedeva nella produzione di massa a basso costo una forma di democratizzazione del cibo.
senza vedere che si sarebbe ottenuto un contrario: la concentrazione in poche mani del controllo alimentare di intere popolazioni.
Lui sosteneva che si doveva ripartire dalle comunità locali, che queste avevano la capacità di essere autosufficienti..
messaggio pericolosissimo: a grande distribuzione di massa guadagna proprio staccando in mondo della produzione da chi consuma.
Il ruolo di Petrini e di Slow Food è servito anche a creare le condizioni legislative per evitare che i piccoli produttori finissero fuorilegge.
Ad esempio ridando dignità a produzioni tipiche che usavano tecniche produttive malviste dalle ASL.
come caseifici di montagna con locali di pietra e legno e che proprio grazie questi materiali "illegali" ottenevano prodotti unici nel gusto e nel profumo.
Ora anche questi sono di nuovo sotto attacco per l'offensiva della multinazionali del latte che stanno attaccando i formaggi a latte crudo con false notizie e terrorismo mediatico.
Ci sarebbe molto da dire, magari leggete qualcosa dei suoi libri.
Lavori
Il mais Ottofile è nato! il repellente contro i cinghiali ha funzionato! hanno "assaggiato" qualche seme qua e la ma non hanno gradito..
Quest'anno oltre al mio Ottofile Giallo, ho avuto in "custodia", con la collaborazione dell'università di scienze gastronomiche di Pollenzo, (altra intuizione di Carlin Petrini)
l'Ottofile Nero, speriamo di assaggiare la polenta..
In vigna si lavora per ordinare la crescita dei tralci e favorire lo sviluppo dei grappoli ormai in fioritura.
In apiario abbiamo tolto i melari con l'acacia e li abbiamo "smielati" in foto i telaini col miele, la disopercolatura manuale,
noi usiamo ancora questa tecnica perché abbiamo una piccola produzione.
Ora a Castino si sente già nell'aria il profumo di Castagni fioriti, mentre a Pralormo stanno fiorendo rovi, tigli, erba medica, trifogli, ecc.
Nel noccioleto si lavora per tagliare l'erba e pulire i "busc": il nocciolo è un albero a portamento cespuglioso, tende a fare polloni dalle radici,
questi vanno tolti e vanno asportati i rami secchi.
A presto
Matteo Zappino





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