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Giornalino Cascina delle Grazie - 14/12/2025

francescozappino1
20 dic 2025
Tempo di lettura: 1 min

Buongiorno,


Lavori:

Continua la lavorazione della Cognà

Per quelli che non sanno la storia della Cognà (in allegato):

in sintesi: Cognà pare voglia dire "Cosa si ha", quello che c'è.

Era un modo di recuperare tutta la frutta d'autunno (ma anche bietole, zucche, ecc.) che sarebbe andata a male.

Potremmo definirla: la marmellata di quando non c'erano ancora i vasetti per la marmellata.

Il recupero avveniva cuocendo il mosto di uva appena pigiata.

Durante la lunga cottura veniva messa la frutta a pezzi e cotta fino alla giusta concentrazione.

Messa poi nella Tupina (recipiente di coccio) con un piatto sopra a coprire, la Cogna si conservava senza bisogno di sterilizzazione o bagnomarie ecc.

Noi la riproponiamo con la stessa tecnica antica: due giorni di lenta cottura e basta.


In foto anche un piccolo amico che ci fa compagnia nelle notti di lavoro.


A presto


Matteo Zappino




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